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sabato 17 gennaio 2009

io ti canto a me!

IO TI CANTO A ME


Attendo il sabato sera per poter guardare qualche buon film , e per questa sera c'era un appuntamento cinematografico che non ho voluto perdere non solo per il titolo che rimanda ad uno dei continenti più belli del mondo ma soprattutto perchè dovevo incontrarmi con la mia amica ... ed eccomi a riflettere su uno dei tanti argomenti del film che secondo me è molto bello e intenso dove si racconta di un bambino mezzosangue (metà aborigeno e metà bianco) .

La sua storia è quella di tanti altri bambini che adesso in Australia chiamano "la generazione rubata".

Sono bambini, nati, molto spesso, per atti di violenza da parte dei bianchi, e venivano allontanati dalle comunità aborigene per essere purificati del loro essere "neri"...

E' la storia di Nullah, figlio di un’aborigena e di un bianco, che mi colpisce, per quel suo dire "io ti canterò a me" secondo la tradizione aborigine secondo cui il canto richiama a noi persone e oggetti... in un film dove il finale non è così scontato ... infatti seppur amando una persona questa si lascia libera di compiere la sua strada e di continuare nelle sue tradizioni...

Terminato il film attendiamo che la gente cominci a lasciare la sala, come sempre, siamo le ultime a farlo.

Sono rimasta seduta comoda sulla mia poltroncina insieme alla mia amica e complice una gonna al ginocchio un pò sollevata che ha messo in evidenza la caviglia resa elegante da una calza a rete nera ricamata, ad un certo punto mi sento addosso lo sguardo curioso e intenso di un uomo che fa finta di girarsi attorno pur di continuare ad osservare le mie gambe.

Dovrei provare piacere per questa cosa no? ed invece no! scocciata ed infastidita mi alzo e andiamo via ... anche perchè il distinto signore accompagnava sicuramente la sua bella mogliettina.

lunedì 3 novembre 2008

Gianrico Carofiglio IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA



In una Bari dai contorni sfocati, in cui ambienti segreti e torbidi fanno da sfondo a una quotidianità tranquilla e rassicurante, Giorgio(Emilio Germano) diventa amico e complice di Francesco (MicheleRiondino). Giorgio è uno studente modello di legge e Francesco un giovane misterioso e seducente .I due iniziano insieme un percorso di vita molto pericoloso , diventano truffatori al gioco di poker in una citta meridionale ambigua e notturna dove l'illegalità sfiora i confini della legalità dove tutto appre il contrario di quello che è.I ragazzi sono sempre insieme vivono la loro vita aiutandosi a perfezionare quello che l'altro non riesce a fare fino al punto di vivere esperienze con un finale sorprendente .

Tematiche: Denaro, avidità; Droga; Famiglia - genitori- figli; Giovani; Sessualità;

Genere:Drammatico

Regia: Daniele Vicari

Interpreti: Elio Germano (Giorgio), Michele Riondino (Francesco), Chiara Caselli (Maria), Valentina Lodovini (Antonia), Marco Baliani (Franco), Daniela Poggi (Anna), Maria Jurado (Angela), Romina Carrisi (Giulia), Lorenza Indovina (Alessandra), Federico Pacifici (avvocato), Antonio Gerardi (tenente)

Distribuzione
: 01 Distribuzione
Anno di uscita
: 2008
Orig.: Italia (2008)
Sogg.:
Gianrico Carofiglio dal proprio romanzo omonimno
Scenegg.:
Gianrico Carofiglio, Francesco Carofiglio, Massimo Gaudioso, Daniele Vicari
Fotogr.(Scope/a colori):
Gherardo Grossi
Mus.:
Theo Teardo

Stanotte - Theo Teardo feat. Bestie Rare

Montagg.: Marco Spoletini
Dur.: 120'
Produz.: R&C Produzioni, Fandango in collaborazione con RAI Cinema
VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.


GIANRICO CAROFIGLIO (Bari 1961) è Sostituto Procuratore Antimafia a Bari. Ha esordito nella narrativa per Sellerio nel 2002, con il pluripremiato Testimone inconsapevole, seguito da Ad occhi chiusi (2003). Entrambi i romanzi saranno tradotti in inglese, francese e tedesco, e diverranno film per la televisione.

sabato 31 maggio 2008

IL DIVO


Noi Italiani amiamo farci del male e la visione del film di Paolo Sorrentino , "IL DIVO" ricorda e racconta di tutto il male che ha devastato l’Italia dalla fine della Prima Repubblica all'inizio del processo per mafia contro l'ex premier Giulio Andreotti.

Personaggio principale è il Senatore e intorno a lui si muovono tutti gli episodi di sangue e di tragedia politica .

E’ un documentario dove vengono ricostruiti i fatti della politica che avvengono nello stato italiano dal 1992 al 2004 e cioè dal 4° governo Andreotti fino al 2004 anno in cui terminano i processi a suo carico. E' il Racconta della vita , del suo essere uomo di cultura e poi di politico al servizio dello stato. Le scene girate sono scene di sangue, uccisioni di uomini politici , giornalisti, uomini dello stato che in collisione con la mafia muoiono ammazzati ed evidenziano tutto il cinismo al limite della disumanità.

“ A parte le guerre puniche, come afferma egli stesso, Andreotti sembra essere stato dietro a tutti i misfatti dell’Italia”. E, come disse Indro Montanelli, ripreso nel film da Eugenio Scalfari interpretato da Giulio Bosetti, “o Andreotti è il più furbo impostore, perché è sempre stato capace di farla franca, o è l’uomo più perseguitato di questo Paese”.

E io semplicemente dico:" sarà mai possibile che un solo uomo possa avere delle così grandi colpe se poi dalla stessa magistratura è stato assolto?Chi l’avrà salvato?-la sua mente lucida e intelligente o perché il Dio in cui lui crede le ha dato la possibilità"?

E’ un bel film, sceneggiatura recitazione musica non fanno una piega, meritatissimo il premio della giuria di Cannes.

Ma, con grande sincerità, ho pensato che si poteva raccontare e sceneggiare di come lo stato Italiano, in quegli anni, si stava impegnando nella lotta alla mafia attraverso la promulgazione di leggi e di formazioni di commissioni che dovevano portare a colpire al cuore gli uomini mafiosi (Legge 13-09-1982, n. 646) .

Il Senatore è ancora in vita credo abbia visto il film, spero non abbia sortito, su di lui effetti negativi perchè a me, come italiana, un pò di negatività me l'ha creata.

domenica 30 marzo 2008

il "Cacciatore di aquiloni"


Il cacciatore di aquiloni


Cosa dire di questo film che non sia già stato detto? E' un bellissimo film dall'alto contenuto morale, adattato bene e che rispecchia quelli che sono gli orrori della guerra dando risalto ai valori umani.
Narra la storia di Amir, un ragazzo afgano pashtun di Kabul, e del suo senso di colpa per il suo amico, Hassan, figlio del suo servo hazara (e dopo la morte del padre scoprirà che è fratellastro perchè nato da un rapporto avuto dal padre con la moglie del suo servo). La trama principale è piena di eventi storici del popolo Afgano, come la caduta della monarchia, l'invasione russa, l'esodo di massa verso il Pakistan e il regime talebano.
Amir trasferitosi in america con il padre diventa scrittore narra le vicende del suo popolo distrutto nella cultura e nella trasformazione del territorio Afgano a causa dell'invasione Russa, vengono tagliati gran parte degli alberi, i bambini non giocano più con gli aquiloni e il cielo di Kabul è grigio e triste.Le donne e i bambini subiscono ogni forma di violenza di cui lui stesso ne è spettatore.
La rabbia lo assale e si ostina a ricercare il figlio del suo fratellastro e lo trova vittime di soprusi da parte dello stesso ragazzo che a sua volta aveva fatto violenza a suo padre.Il racconto di questa storia ti commuove fino alle lacrime.
Le violenze non finiranno mai e la cultura "della libertà" nel regime politico di Kabul ha portato alla censura del film che sarà aggirata con la vendita di DVD pirata.

sabato 23 febbraio 2008

"No Country for Old Men" - "Non è un paese per Vecchi"


"No Country for Old Men" in Italia diventa "Non è un paese per Vecchi".

Il titolo è difficile da capire perchè non lo adatto al contesto nè alla trama del film.

Non che sia un film brutto, perchè non lo è. Si tratta di un film molto coinvolgente, amaro e triste.
La visione scorre tra spargimenti di sangue e decimazione di soggetti malavitosi del mercato della droga , ambientato al confine fra Texas e Messico.

Llewelyn Moss(Josh Brolin)persona onesta ex soldato della guerra nel Vietnam trova, in una zona deserta mentre è a caccia, un camioncino circondato da cadaveri dove si trova un carico di eroina e, più lontano, accanto ad un altro messicano morto dissanguato una valigetta con due milioni di dollari.
Llewelyn decide di tenersi tutto il denaro dando così via a una serie di omicidi a catena che nessuno e neppure lo sceriffo può riuscire a fermare.

Moss scappa per il resto della sua vita perchè un sanguinario e misterioso inseguitore(Javier Bardem) vuole appropriarsi della valigetta con i soldi.

Tutta la tensione accumulata durante la visione del film, tutti gli intrecci accuratamente costruiti vengono letteralmente a cadere, al punto che le storie hanno una risoluzione sbrigativa e anonima.

A luci accese e, mentre sullo schermo scorrevano i sottotitoli e la colonna sonora ci siamo guardati in faccia e abbiam detto:"è finito"!?!?.
Un anziano signore seduto alla mia destra, dopo che per l'intero film non ha fatto altro che avvicinarsi al mio braccio (forse la paura per le scene troppo violente)voleva commentare con noi il film.
Io ero triste e rannicchiata nei miei pensieri, intenta ad inviare un messaggio ad un mio amico e la mia amica a suo figlio, ci siam guardate e per poco non è scappata la risata, immediatamente dopo, ci siamo avviate all'ipermercato per la spesa domenicale.