Ti guardo e mi sembri un corpo desideroso di amore, di unirsi alla sua sposa. Emani profumi intensi : salsedine, iodio odore di alberi di fichi, inebri l' olfatto, stordisci i sensi un desiderio unico è solo di abbracciarti. mi avvicino e mi lascio accarezzare i piedi nudi, scendo verso di te e mi afferri dal bacino che sensazione meravigliosa mi lascio avvolgere ancora, e sono già coperta di te sollevo la testa e bagnata guardo l'orizzonte non scorgo limiti nè ostacoli, sono libera, come libera è tutta l'acqua che contieni nel tuo enorme bacino. E ancora guardo su, voli di gabbiani liberi si allontanano sempre più in alto diventano dei piccoli punti nel cielo, elicotteri lontani segnalano la presenza di uomini. E tu guardi tutta questa vita oltre a sentire la tua nell'abisso profondo. Ricco è il mistero e il segreto che porti con te, teatro di vita morte e speranza per i tuoi naviganti, per coloro che hanno lasciato terre dove sono nati in cerca di vita migliore. Tu hai offerto la via per dar vita a questa speranza. Le tue acque tempestose si infrangono contro i dirupi rocciosi sulle rive portando via sabbia e fango giù nell'abisso. La schiuma ricopre gli scogli e mette paura all'avvicinarsi dell'onda. Invece, la calma e la quiete della tua superficie riflettono il dorato del sole, il cielo stellato di una notte di agosto La carezza di luce della luna piena. Ti lasci percuotere dall'arrivo di grosse gocce di acqua di un temporale , di un fulmine spezzato.
Orsa Maggiore, scendi, vellosa notte, nubiloso animale di pelo dagli occhi antichi, Occhi di stelle, dal folto irrompono le tue zampecon i lucenti artigli, Artigli di stelle, noi facciamo buona guardia alle greggi, ma siamo ammaliati da te, e diffidiamo dei tuoi fianchi stanchi e delle tue zanne acuminate, visibili a metà, vecchia Orsa. Una pigna: il vostro mondo. Voi: le scaglie che lo ricoprono. Io la sospingo, la rotolo dagli abeti all'inizio agli abeti alla fine, la sgrido, esamino il suo muso e la abbranco con le mie zampe. Abbiate timore o non ne abbiate! Riempite la borsa della questua e mettete una buona parola per il cieco, affinché lui tenga l'Orsa al guinzaglio. E speziate bene gli agnelli. Potrebbe essere che quest'Orsa si liberi, che non ci minacci più e vada in cerca delle pigne cadute dagli abeti; di quelle grosse, con le ali, che precipitano dal Paradiso. Ingeborg Bachmann